Altri impianti di produzione

Altri impianti di produzione

RICICLAGGIO DI PE/PP

Nello speciale concept MRS il degassaggio non serve solo alla rimozione dell’acqua, ma anche alla decontaminazione del materiale di alimentazione. In questo modo è possibile riciclare anche materiali particolarmente sporchi ed ottenerne prodotti privi di odori.
Un produttore di pellicole da imballaggio lavora la pellicola in LDPE stampata di un importante fornitore di pesce trasformandola in shopper. Finora, a causa del contatto col pesce, l’odore delle borse prodotte poteva essere limitato solo osservando un rapporto di miscela del 6% di materiale riciclato e del 94% di materiale nuovo. La tecnologia MRS ha dato prova che è possibile impiegare il 60% di pellicola riciclata invece del 6% solito fino ad ora utilizzato.
L’efficienza della tecnologia MRS è stata anche comprovata per un compound di materiale riciclato e PP del settore automobilistico. Per la quantificazione sono state eseguite analisi di desorbimento termico in collaborazione con il Fraunhofer Institut für Chemische Technologie (Istituto Fraunhofer di tecnologia chimica) a Pfinztal (nel sud della Germania). In queste analisi è stato possibile estrarre dal polimero una gran parte dei componenti volatili. In presenza di un vuoto pari a 50 mbar i componenti volatili residui erano pari al 22%, mentre con un vuoto di 20 mbar erano pari appena al 10%.

Degassamento PA

In tanti processi di produzione di polimeri è necessario rimuovere dal prodotto il contenuto di monomeri residui dopo una reazione. Spesso in una fase di processo dispendiosa e costosa il contenuto di monomeri residui del 10-12% circa viene lavato via con acqua distillata bollente, dopo di che viene rimosso dall’acqua e incanalato nuovamente nel processo (estrazione tramite acqua bollente). Questa fase di estrazione può essere notevolmente semplificata ricorrendo alla tecnologia MRS.
I monomeri possono essere rimossi dal polimero durante la produzione prima della granulazione e separati subito in modo tale da essere reimmessi nel processo di produzione.

Inserimento di micro/nanoparticelle nel materiale plastico

Sistema a cascata per il compounding di Gneuss

Nella produzione di compound plastico lo standard oggi prevede l’aggiunta alla massa fusa di additivi sotto forma di polveri durante l’estrusione, dopo la fusione del materiale plastico, attraverso un ingresso laterale sull’estrusore. Questa aggiunta avviene di norma tramite piccoli estrusori a coclea singola o doppia. Per quanto riguarda l’estrusore principale, si tratta spesso di un estrusore a doppia coclea sincrona che garantisce buoni risultati di incorporazione e di miscelazione.
Nel sistema a cascata per il compounding di Gneuss gli additivi non vengono aggiunti sotto forma di polvere, ma con l’aiuto di una sospensione nella quale sono contenuti sotto forma di particelle finissime e non agglomerate. La sospensione viene aggiunta alla massa fusa per mezzo di una speciale pompa e attraverso ugelli appositamente sviluppati, in una camera di compressione e miscelazione. La miscela di massa fusa e sospensione che si viene a creare si mescola subito facilmente e senza problemi, prevenendo così la formazione di agglomerati di additivi. Affinché il veicolo non vada a pregiudicare le caratteristiche specifiche del materiale plastico, esso viene di nuovo estratto completamente già dopo neanche 6 secondi grazie ad un estrusore MRS Gneuss posizionato direttamente a valle, che con il suo rendimento di evacuazione estremamente elevato esegue questo compito senza problemi e rapidamente. Inoltre gli additivi vengono distribuiti delicatamente nella massa fusa così da garantire una distribuzione molto omogenea.

Ulteriori possibilità di impiego della tecnologia MRS

  • Rimozione di acqua e residui di monomeri nel policarbonato (PC)
  • Estrazione di monomeri residui ed eliminazione di stirolo e copolimero acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS) o copolimero acrilonitrile-stirene (SAN)
  • Riduzione di esalazioni che formano odori (VOC/Fog) nel prodotto finale, ad es. in componenti di auto nel settore automotive nel caso di sostanze come poliossimetilene (POM), polipropilene (PP), copolimero acrilonitrile-butadiene-stirene (ABS)
  • Immissione di agenti schiumogeni fisici o chimici e/o di altri componenti gassosi – fra l’altro per la produzione di semilavorati schiumati in polistirolo (PS), polietilene (PE), poliestere (PET) o polipropilene (PP)